ALLA CONQUISTA DELLO SPAZIO! Giocare in movimento per educare al distanziamento

Muoversi comporta una continua esperienza di percezione, d’informazione e di adattamento della propria posizione nello spazio e nel tempo. La capacità di orientare il proprio corpo in movimento richiede una buona capacità di anticipazione (ovvero la lettura delle situazioni) degli spostamenti degli altri per coordinare l’azione nello spazio in maniera equilibrata. L’ascolto, l’attenzione e l’osservazione dell’altro, inoltre, creano curiosità e partecipazione all’azione dei propri compagni, favorendo il reciproco arricchimento.

Tramite l’esplorazione percettivo-sensoriale, ciascun bambino va educato ad esplorare lo spazio circostante, con il rigoroso rispetto delle regole, attraverso movimenti e immobilità. Sopra e sotto, davanti e dietro, destra e a sinistra, in basso e in alto: la conoscenza di questi orientamenti in relazione al corpo consente di esplorare nuovi campi d’azione con la possibilità di inventare, combinare tra loro e realizzare nuove e originali sequenze motorie.

Giocando con il corpo e il movimento nello spazio sviluppiamo la capacità di orientamento che rappresenta un obiettivo fondamentale della coordinazione motoria e parallelamente, guidiamo bambini e ragazzi a un’autoconsapevolezza del distanziamento.

Le regole anti-Covid, che prevedono un distanziamento di due metri nelle attività motorie, diventano così un’interessante opportunità per realizzare giochi e attività per il raggiungimento degli obiettivi menzionati.

L’esperienza di orientamento spazio-temporale va guidata con attenzione e gradualità tenendo conto delle misure dello spazio a disposizione, del numero dei partecipanti all’incontro, dell’età e delle loro capacità.

In una prima fase è opportuno sistemare al suolo, adeguatamente distanziati, dei punti di riferimento per ciascun partecipante (cerchi, coni, funicelle, ecc.) che nell’immaginario ludico dei più piccoli diventeranno tane, casette, caverne, luoghi da cui partire e a cui ritornare, oppure da lasciare per cercare un nuovo posto.

I giochi inizialmente prevedono attività sul posto. Gradualmente si introducono movimenti intorno alla propria postazione (La marcetta di Mirtillo ). Soltanto con il progredire degli apprendimenti gli spazi in cui esprimere la propria azione diventano progressivamente più ampi. L’insegnante verificherà di volta in volta questi progressi integrando gli elementi già sperimentati con nuove informazioni.

Con i più grandi possiamo anche proporre spostamenti da una postazione all’altra attraverso azioni, brevi sequenze motorie, con un chiaro obiettivo da raggiungere e nel rispetto dello spazio altrui.

In alcuni giochi proponiamo il contrasto tra l’azione e l’arresto improvviso Mixer stop dance ) per alternare atteggiamenti e posture statiche del corpo a movimenti nello spazio e nel tempo. Vale la pena precisare che le fasi d’immobilità favoriscono l’ascolto, la consapevolezza del proprio corpo e, attraverso la percezione dei piccoli aggiustamenti, la ricerca dell’equilibrio.

Anche le azioni interrotte dopo una corsa veloce, le decelerazioni che terminano con un arresto, le pause o cambi di direzione concordate a intervalli regolari  (La danza di Piumino) o irregolari e con durate differenti (guidati dall’insegnante) perseguono le finalità citate e la consapevolezza del distanziamento. Tali esperienze, inoltre, provocano attese, esitazioni, instabilità ed emozioni che aumentano la capacità di attenzione e concentrazione.

L’equilibrio è un fattore fondamentale anche nel lavoro di ricerca espressiva (controllo del gesto, distribuzione del peso nell’azione, postura) e di controllo del corpo. Indagare le potenzialità espressive del corpo in equilibrio garantisce lo sviluppo dell’autocontrollo e la fiducia in se stessi.

Un ulteriore modo d’uso dello spazio, avviene attraverso percorsi prestabiliti e opportunamente distanziati, dove i partecipanti si alternano nell’esecuzione, con l’obbligo di attesa e osservazione dell’esercizio dei compagni. A tal fine, proponiamo percorsi e staffette sia per i più piccoli sia per i più grandi, da eseguire di corsa (Nel bosco magico,  Corri salta lancia) in bicicletta (Bicimkana, Otto in bici )   o ancora con la conduzione della palla (Hockey slalom, Calcio labirinto, Pallariga e Pallaporta).

Nei giochi, di gruppo-squadra, destinati prevalentemente ai ragazzi, la comunicazione tra i partecipanti è garantita dal passaggio della palla che avviene pur restando nella propria postazione disegnata a terra (Calcio balilla,  Baloncestin).

Altre attività prevedono movimenti in forma libera ed espressiva, comunque all’interno di una postazione assegnata (La danza del vento, Viaggio nello spazio).

In queste esperienze, quasi sempre accompagnate da brani musicali, abbiamo la possibilità di creare semplici coreografie che favoriscono collaborazione e cooperazione seppur a distanza. Attraverso un processo (guidato) creativo, d’invenzione e composizione di gesti e azioni espressive, favoriamo la consapevolezza delle azioni realizzate e lo sviluppo della musicalità.

In questo percorso sono coinvolti gli elementi che sono alla base del linguaggio del movimento e della musica: l’ascolto, il corpo e lo spazio, l’equilibrio, il ritmo, il silenzio, il respiro, la voce, i suoni, la frase musicale e di movimento.

La proposta prevede spesso la suddivisione dei partecipanti in due gruppi per dar modo di osservare la performance dei compagni e ricavarne nuove idee per il movimento.

Infine, gli esercizi-gioco in circuito dove ciascuno svolge, nel proprio punto-gioco un esercizio che ripeterà 2-3 volte per poi passare, al segnale concordato, alla postazione successiva. Anche in questo caso il rispetto della sequenza prestabilita (è necessaria una numerazione visibile dei punti-gioco) consentirà un corretto svolgimento.    

Un utilizzo oculato dei giochi proposti in GioCovid, valorizzerà l’uso dello spazio in tutte le sue variabili: lati corti, diagonali, lati lunghi, spazio libero, ridotto, a settori, ecc. L’insegnante, vero e proprio architetto dello spazio, consentirà in tal modo ai partecipanti di dare forma alla libertà di movimento, facilitando la conquista dello spazio nel rispetto del distanziamento.

 

 

 

 

 

 

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